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Chi sono

Valentina Guttuso, CuratorFabrizio Onali

Fabrizio Onali, nato a Roma, ha conseguito il Diploma in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti con il prof. Toti Scialoja. Nel 1977 dopo aver fatto studi approfonditi sul teatro medioevale, mette in scena delle Sacre Rappresentazioni fra cui: O Crux, ave spes unica nella Basilica di S. Maria in Trastevere e in S. Maria Maggiore a Tuscania nell’ambito del primo Festival Barocco di Viterbo. Per il centro culturale P. Mondrian di Roma crea una Azione Teatrale integrando scultura, poesia e teatro. L’ideazione e la costruzione del costume teatrale lo assorbe e interessa maggiormente per cui, il rapporto di collaborazione che instaura con la ditta Tirelli, gli permette di completare degnamente la sua formazione professionale.
Tra gli esempi più rappresentativi dei suoi lavori si possono citare Il nome della rosa e Dagobert con Gabriella Pescucci, con Y. Sassinot de Nesle il film Chouans! e l’Opera Carmen al Teatro Regio di Torino insieme a Ifigenia in Aulide e Macbeth.

Inoltre con Piero Tosi lavora all’allestimento di numerose mostre come quella sulla Donazione Tirelli alla Galleria del costume di Palazzo Pitti a Firenze, quella su Visconti e il suo lavoro e Medea di Pasolini al Palazzo delle Esposizioni di Roma oltre a Vestire i sogni presso Palazzo Te di Mantova
Dopo un’ultima collaborazione con A. Comencini per il film Cuore firma il suo primo lavoro in ambito cinematografico: Domani mi sposo di Franceso Massaro.
Per l’Opera lirica, che diviene di fatto la sua principale occupazione, collabora con Quirino Conti alla messa in scena di Tosca al Teatro Verdi di Pisa, Falstaff al Gran Teatro di Ginevra e Benvenuto Cellini al Teatro dell’Opera di Roma. In sodalizio col regista Otello Camponeschi, ha collaborato con il Teatro Argentina, La Basilica di Massenzio, il Teatro Grande di Latina, l’Auditorium Pio di Roma, Festival Federico Cesi di Bevagna e all’estero con progetti a Dublino, Belfast e Pamplona.

È dalla profonda conoscenza dell’arte sartoriale che nasce il suo percorso artistico.
Dalla tintura dei materiali sartoriali al successivo lavoro in laboratorio la conoscenza dei costumi teatrali e delle stoffe diviene sempre più completa.
Le opere di Onali sono moderni collage materici dove la fisicità della stoffa viene esaltata fino a diventare colore puro che riflettendo la luminosita’esterna diventa essa stessa luce.
La volontà dell’artista è quella di dare nuova vita ai materiali utilizzati, rigorosamente rovinati e, per questo, pronti per un nuovo ruolo, inedito.
La matrice artigianale del suo lavoro è evidente nel riassemblare sete, lini, pizzi che vengono “ritessuti” su tele, mostrando a volte la loro originale forme per poi tramutarsi, in altri casi, in tutt’altra simbologia.
In questo modo rivivono corpetti rotti, sete antiche e chimono trapuntati d’oro, esattamente come fossero materia pittorica.

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